Era Agosto e io avevo tanta voglia di partire e camminare. Cercando online, ho deciso di intraprendere il “Cammino dei Briganti“: itinerario di trekking che da circa 2 anni ha accresciuto la sua fama. Ho comprato la cartina ma, guardandola, il percorso non mi convinceva molto e per questo ho deciso di cambiarlo.

Purtroppo per Ida sono, come si suol dire, un “collezionista di cime”: voglio sempre arrivare nel punto più alto che ci sia. Amo vedere il mondo da dove solo pochi possono arrivare. Non per nulla sono un paracadutista.

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La modifica consisteva semplicemente nel percorrere il cammino al contrario, per arrivare il prima possibile sulle pendici del Monte Velino e del Monte Sirente: le due cime più alte degli appennini abruzzesi.

L’inizio dell’avventura

Io e il mio migliore amico (Fabrizio) siamo partiti, come da istruzioni del cammino originale,  da Sante Marie e abbiamo percorso 21 km passando attraverso paesaggi boschivi, alture, e incontrando saltuariamente piccoli paeselli caratteristici, fino ad arrivare al “Casale le Crete”, a Tagliacozzo.

N.B. Noi non abbiamo alloggiato nell’agriturismo, anche se  possibile, ma in tenda. In ogni caso consiglio vivamente di  passare di qui per gustare la loro colazione: tutti prodotti caserecci – che è anche possibile acquistare – ad un prezzo davvero conveniente.

Il secondo giorno ci siamo limitati ad arrivare al paesino di Magliano de’ Marsi dove ci siamo riposati e ristorati – presso l’ottimo Pub Jamboree – prima di iniziare la grande salita.

Che dire, qui è iniziata la vera sfida: dovevamo affrontare una differenza di quota di circa 1900 m in salita, lungo 13 km di itinerario. Superato il paesello di Rosciolo de’ Marsi, dopo un meritato caffè in loco,  ci siamo diretti al parcheggio di S. Maria in Valle Porclaneta da dove è iniziata la salita lungo il “Sentiero 3“.

Il Sentiero n. 3

La strada è facile da seguire in quasi tutta la sua interezza nonostante ci siano tratti poco segnati, quindi consiglio l’utilizzo di una cartina. Per giunta, è doveroso avvisarvi che se non siete sufficientemente allenati la salita potrà sembrarvi un incubo. Fabrizio, infatti, che per la prima volta affrontava un viaggio in trekking, l’ha sofferta molto. Tuttavia, non dovete scoraggiarvi, perché lo spettacolo che la natura vi regala una volta arrivati in cima è davvero unico, e tutta la fatica e la sofferenza provata fino a quel momento vi sembreranno un prezzo decisamente accettabile, addirittura insignificante, al confronto.

Alcuni consigli

Ecco 2 ultimi suggerimenti che mi sento di darvi:
1. prenotare i posti letto per dormire nel “Rifugio Capanna di Sevice” e poter passare una serata a guardare le stelle: un’esperienza talmente unica, che vi sembrerà di guardare il cielo per la prima volta;
2. intraprendere questo viaggio a Febbraio che è il periodo di accoppiamento dei cervi ed è possibile, se si ha un po’ di fortuna, assistere allo scontro tra i due cervi maschi per la conquista della femmina.

Purtroppo la nostra avventura si è conclusa nel rifugio. Nonostante la mia voglia di continuare e esplorare il Parco regionale naturale del Sirente-Velino, il mio caro amico ha avuto un sovraffaticamento muscolare e dolori al ginocchio, che ci hanno costretto a scendere e continuare il nostro viaggio alla volta della città di Roma…

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