Dopo aver visitato Tokyo (leggete la nostra esperienza), siamo giunti a Kyoto in un tardo e nevoso pomeriggio, che ha reso il nostro arrivo ancora più suggestivo e magico (con qualche punta di disagio per il freddo), dopo 2 giorni trascorsi a Tokyo. Abbiamo lasciato le valigie nella camera de “Il Japaning hotel“. Una parentesi è doverosa in quanto consigliamo questo hotel per il servizio offerto, sebbene il check-in risulti un po’ scomodo perché gli uffici si trovano in una sede diversa da quella delle camere. La stanza è dotata di tutti i comfort,  incluso uno smartphone messo a disposizione degli ospiti per spostarsi in città. Questo è stato particolarmente utile negli spostamenti con i mezzi, per raggiungere specifici punti d’interesse e per trovare luoghi dove mangiare.

Torniamo al viaggio: lasciate le valigie abbiamo passeggiato per le aree circostanti l’albergo, nel quartiere di Gion. Inutile dire che la neve che cadeva leggera e il silenzio religioso di questa zona abbiano reso anche questa piccola passeggiata, tra strade che nessuna guida di viaggio consiglia, un’ esperienza che porteremo per sempre nel cuore. Il quartiere è ricco di ristoranti tradizionali ma che erano decisamente fuori dalla nostra portata. Per questo abbiamo optato per un ristorantino gestito da un anziano signore, in cui abbiamo gustato dell’ ottimo ramen e della tempura.

La Foresta di Bambù

Foresta di bambù

Contemplando la bellezza della foresta di bambù

Il giorno dopo, al mattino, abbiamo visitato la famosa foresta di bambù di Arashiyama: un posto degno delle più antiche fiabe, dominato da un’ atmosfera quasi mistica, resa dai raggi di sole che filtrano timidi attraverso le maestose canne di bambù. Sul percorso verso la foresta c’è anche un delizioso tempietto da visitare: il Nonomija- jinja.

Consigliamo di visitare anche il Tenryu-ji (600 JPY aperto fino alle 17.30), un giardino giapponese davvero suggestivo, con le montagne di Arashiyama sullo sfondo e un laghetto pieno di carpe su cui si rispecchia lo spettacolo della natura. Il giardino è anche pieno di tempietti che contribuiscono alla bellezza scenografica del luogo. Ritornando verso l’autobus abbiamo percorso un vialetto, che costeggia la foresta, pieno di bancarelle e negozietti di cibo e souvenir. Anche qui abbiamo ceduto alla tentazione degli acquisti d’impulso (ma dopotutto in Giappone è impossibile resistervi! :D). Poco distante c’è anche il giardino delle scimmie che tuttavia abbiamo sacrificato per visitare il castello Nijo.

Laghetto Giapponese Tenryu-ji

Laghetto Giapponese dei Giardini Tenryu-ji.

Castello di Nijo

Aperto fino alle 17.00 e con biglietto di ingresso del costo di 600 JPY. L’edificio è semplicemente incantevole: ogni stanza, con i suoi ornamenti dorati e i dipinti sfarzosi, simboleggia tutto il prestigio del primo Shogun (Ieyasu) prima del declino imperiale e della trasformazione del castello in una villa. Vi consigliamo di esplorare anche il giardino che circonda il castello, progettato dall’architetto del paesaggio e maestro della cerimonia del tè Kobori Enshù. Per il resto del pomeriggio avevamo in programma una visita alla Kyoto Tower per ammirare alla luce del giorno tutta la città dall’alto. Il programma, però, è saltato perché una volta entrati nella torre, prima di raggiungere il piano della terrazza panoramica , siamo stati attratti dalla possibilità di affittare abiti tradizionali giapponesi con i quali farci delle foto ricordo. E’ così è stato…. (anche se le foto che dovevano essere inviate via email non sono mai arrivate con nostro grande dispiacere). Siamo quindi saliti sulla terrazza quando ormai era buio. Sinceramente, dopo aver ammirato il panorama notturno offerto da Tokyo, questo ci è parso molto meno degno di nota. Non sappiamo come possa risultare alla luce del giorno ma, a nostro modesto parere, i 770 JPY spesi per accedervi possono essere decisamente investiti in altro modo. La nostra permanenza a Kyoto è proseguita con la visita della splendida Nara. Il giorno successivo abbiamo percorso due itinerari a piedi (suggeriti da Lonely Planet):

Higashiyama sud

Tainai meguri Tempio Giapponese Kyoto

La statua del drago all’ingresso del Tainai meguri

Un itinerario di 5 km che parte dalla fermata di Gojo-zaka e prosegue per l’ omonima via. Salendo in cima alla collina lungo il vicolo della teiera (Chawan- zaka), si incontra il primo tempio: Kiyomizu- dera. Prima di accedervi vi consigliamo un’esperienza davvero unica: l’ingresso nel Tainai meguri (collocato a sinistra della pagoda posta di fronte all’entrata principale del tempio). L’entrata, o per meglio dire la discesa (al costo di 100 JPY), è paragonata al simbolico ingresso nel ventre di una Bodhisattva. Si scende giù per un corridoio completamente buio e si cammina aggrappati ad un corrimano di legno (con la forma del rosario buddista) fino a raggiungere – nell’unico punto di luce presente – una pietra da far girare esprimendo un desiderio. Riemersi dalle viscere della Bodhisattva è possibile visitare il tempio principale (al costo di 300 JPY) costellato di padiglioni e santuari. Qui è possibile fare un’altra divertente esperienza: camminare per i 18 metri che dividono due pietre ad occhi chiusi. Chi ci riesce, avrà successo in amore!

Dal tempio, ripercorrendo i vostri passi, si torna all’entrata principale. Da qui, l’itinerario prosegue discendendo la strada sulla destra, ricca di tanti caffè e negozietti tradizionali (vi avvisiamo che i prezzi qui sono leggermente più cari data la natura turistica del posto). Proseguite fino ad incontrare un incrocio di 4 strade,  voltate a destra e scendete la gradinata. Continuando dritto raggiungerete Ninen-zaka dove si possono gustare thè e dolci tipici del posto a Kasagi-ya (pasticceria giapponese tradizionale molto famosa), continuate e raggiunto il parcheggio, sulla vostra sinistra scendete l’ennesima scalinata. Vi troverete d’avanti, leggermente a sinistra una viuzza molto caratteristica di Kyoto che merita di esser vista, anche semplicemente per fare una bella foto. Tornando indietro al nostro parcheggio e proseguendo verso nord si incontra il Kodai-ji. L’ingresso a questo tempio (aperto fino alle 5 p.m. con il costo di 600 JPY). Una volta entrati, ci si trova in un ampio complesso composto da case del té e giardinetti giapponesi molto caratteristici. A questo punto, proseguendo verso nord e attraversando una galleria pedonale, si arriva al cimitero di Otani e subito dopo, imboccando la strada in discesa, si arriva al Maruyama-Koen: il parco che ospita il ciliegio più famoso di Kyoto (inutile dire che conviene andarci nel periodo di fioritura dei ciliegi). Il nostro itinerario sarebbe dovuto proseguire con la visita del Chion-in (raggiungibile dal parco, direzione nord): la sede della scuola buddhista di Jodo che sfortunatamente era in ristrutturazione. Dopo una breve pausa sulle panchine di fronte a questo maestoso edificio, ci siamo subito diretto al santuario shintoista Fushimi Inari-taisha, rinomato per i tuoi torii vermigli, protagonisti di una miriade di scatti di turisti provenienti da tutto il mondo. Ma prima di andare fermatevi ai chioschetti di street-food presenti in zona che offrono tanti stuzzichini molto originali e veramente buoni.

Street-Food Giapponese

Involtini di formaggio e spezie, del tradizionale streetfood giapponese

Fushimi Inari-taisha

L’ingresso è gratuito e consigliamo vivamente di iniziare l’avventura nel primo pomeriggio in modo da poter godere della luce del sole per tutto il percorso in salita (che soprattutto soffermandosi a fare le innumerevoli foto, può durare all’incirca 3/4 ore). In questo modo, si raggiunge la vetta quasi al tramonto (ovviamente tutto dipende dal percorso in cui vi trovate) e, percorrendo la discesa, si assiste al panorama di una Kyoto illuminata da una luce rosata che la rende quasi evanescente ed eterea, sospesa in un momento di eterna spiritualità, esaltata dal luccichio delle porte shintoiste nella verdeggiante radura. Esplorando il santuario incontrerete centinaia di volpi di pietra. Questo animale è infatti considerato il messaggero di Inari, il dio del riso e dell’agricoltura, a cui è dedicato il tempio. In serata siamo rientrati a Gyon per cenare in un ristorantino tipico della zona, dov’era possibile ordinare qualsiasi tipo di carne e cuocerla su una brace posta sul tavolo, per gustarla al momento ancora fumante e insaporita da alcune salsine della casa.

Torii giapponesi Fushimi Inari-taisha

Uno scorcio del sentiero dei torii per raggiungere la cima della montagna

La nostra esperienza a Kyoto si è conclusa così e con le immagini di quella permanenza quasi mistica, ancora impressa nella mente, siamo partiti alla volta del Monte Fuji….

Per un altro sguardo molto interessante sul Giappone, consigliamo vivamente di leggere l’articolo dei nostri amici Martina e Jonathan, di Lovers in the world: Itinerario Giappone, la terra del Sol Levante.